La leggendaria Smart ForTwo sta ufficialmente tornando alla ribalta. Mentre il mondo attende la rivelazione della produzione completa entro la fine dell’anno, Smart ha alzato il sipario sul Concept #2, un’anteprima del successore ultracompatto che mira a riconquistare il titolo di city car del marchio.
Pronta a debuttare al Motor Show di Pechino 2026, la Concept #2 è molto più di un semplice studio di design; è un segnale che Smart sta tornando alle sue radici dopo un periodo di espansione nei SUV più grandi.
Ritorno alle radici compatte
Per anni, la Smart ForTwo è stata definita dalla sua natura “non convenzionale”: una piccola centrale elettrica a due posti che massimizzava ogni millimetro di spazio. Il nuovo numero 2 intende seguire questo progetto. I primi schizzi e i dettagli concettuali rivelano diversi tratti chiave del design:
– Dimensioni ultracompatte: L’auto manterrà un’impronta simile alla ForTwo originale (sotto i 2.700 mm).
– Aspetto aggressivo: Aspettatevi sbalzi minimi, passaruota allargati e ruote spinte verso gli angoli assoluti del telaio per massimizzare la stabilità e lo spazio interno.
– Disposizione a due porte e due posti: Il marchio sta raddoppiando la sua nicchia specifica che ha reso l’originale un classico di culto.
Questa mossa è un perno strategico. Dopo aver recentemente lanciato modelli più grandi come i SUV n. 1 e n. 3, Smart sta utilizzando il n. 2 per ancorare la sua gamma come opzione entry-level, altamente urban-friendly.
Progettare una nuova era: la piattaforma ECA
A differenza del suo predecessore, che utilizzava un layout meccanico complesso per alloggiare un motore a benzina tra le ruote posteriori, la Smart #2 sarà solo elettrica.
Il veicolo sarà costruito sulla nuova Electric Compact Architecture (ECA). Questa piattaforma su misura è il risultato di uno sforzo di collaborazione tra i due principali azionisti di Smart: Mercedes-Benz, che si occupa dello stile e del design degli interni, e Geely, che fornisce la spina dorsale tecnologica.
“Prenderemo dallo scaffale tutto ciò che possiamo”, ha osservato l’ex CEO Dirk Adelmann, sottolineando la strategia del marchio di sfruttare le capacità di sviluppo rapido di Geely per rimanere competitivi in un mercato in rapida evoluzione.
Questa partnership consente a Smart di adottare una filosofia di sviluppo moderna: lanciare rapidamente i veicoli e utilizzare aggiornamenti over-the-air (OTA) per perfezionare software e funzionalità dopo che l’auto ha lasciato lo showroom.
Prestazioni e praticità
Sebbene l’auto sia piccola, Smart mira a risolvere “l’ansia da autonomia” che spesso affligge i piccoli veicoli elettrici.
– Autonomia target: il marchio punta a circa 180-200 miglia, circa il doppio di quanto offerto dalla precedente ForTwo elettrica.
– Esperienza interna: Posizionando la batteria sotto il pavimento e il motore elettrico tra le ruote posteriori, Smart spera di creare una posizione di guida più alta, migliorando la visibilità e facendo sembrare l’abitacolo più spazioso di quanto suggeriscano le sue dimensioni esterne.
– Integrazione digitale: aspettati interni high-tech e personalizzabili con ampie interfacce digitali e tavolozze di colori vivaci e giocose.
Il prezzo della mobilità urbana premium
Una delle domande più grandi per il n. 2 è il suo prezzo. In un’era in cui molti produttori stanno gareggiando per produrre veicoli elettrici “economici”, Smart sta camminando su una linea sottile tra convenienza e la sua eredità premium.
Il prezzo target dovrebbe essere compreso tra £ 20.000 e £ 25.000. Pur non puntando a essere l’auto più economica sul mercato, l’obiettivo è quello di rimanere “abbastanza conveniente da generare volume” senza sacrificare la sensazione premium che il design Mercedes-Benz porta sul tavolo.
Riepilogo
Smart #2 rappresenta un tentativo ad alto rischio di sposare un design nostalgico e compatto con un’architettura elettrica all’avanguardia. Sfruttando l’esperienza di Mercedes e Geely, Smart scommette che esiste ancora un mercato significativo per un’icona urbana premium, altamente manovrabile e all’avanguardia.
