Percorrere una svolta cieca a destra su tre corsie del traffico intenso di Tokyo è una manovra ad alto stress anche per i guidatori più esperti. Eppure, in una recente dimostrazione, il SUV elettrico Nissan Ariya ha eseguito la manovra senza problemi, senza che un essere umano toccasse il volante, l’acceleratore o i freni.
Questa non è solo una funzione di assistenza alla guida; è uno sguardo al futuro della guida autonoma end-to-end, grazie alla sofisticata collaborazione tra Nissan e la startup britannica di intelligenza artificiale Wayve.
Il cervello al volante: intelligenza artificiale contro esperienza umana
A differenza dei tradizionali sistemi di controllo della velocità che si basano su codici rigidi, il sistema Pro Pilot di terza generazione di Nissan utilizza un modello di intelligenza artificiale addestrato su milioni di ore di filmati di guida.
Tetsuya Iijima, responsabile della tecnologia di guida automatizzata di Nissan, sostiene che l’intelligenza artificiale possiede effettivamente una “comprensione” del mondo superiore rispetto agli esseri umani. Mentre un conducente umano fa affidamento su una vita di esperienze uniche, la conoscenza dell’intelligenza artificiale è costruita su un enorme set di dati compresso di manovre di guida sicure.
“La mia esperienza unica è compressa nel mio cervello. Anche se sono vecchio, la conoscenza [dell’intelligenza artificiale] è più ampia, più profonda e si concentra sempre su una visione di guida a 360°. Quindi sì, è [un guidatore migliore].” — Tetsuya Iijima
La Suite Sensoriale: Come “Vede” l’Ariya
Per replicare e superare la percezione umana, il prototipo utilizza un approccio basato su sensori multistrato:
- Il nucleo (telecamere): Undici telecamere forniscono gli “occhi” principali del cervello AI di Wayve. Questi sono essenziali per interpretare il mondo 3D e le strutture stradali.
- L’assicurazione (LiDAR): Un sensore LiDAR montato sul tetto agisce come un binocolo ad alta potenza, rilevando pericoli fino a 300 metri di distanza. Ciò è fondamentale per la sicurezza in condizioni di scarsa illuminazione in cui le fotocamere potrebbero avere difficoltà.
- Il perimetro (radar): I radar angolari agevolano il rilevamento di prossimità e la conformità normativa.
- La mappa (intelligenza digitale): Il sistema utilizza Mapbox per la navigazione turn-by-turn e la guida ai limiti di velocità in tempo reale, consentendo all’auto di navigare anche in aree inesplorate.
Il dilemma del “livello”: tecnologia vs. regolamentazione
Durante il test è emersa una distinzione fondamentale: il divario tra ciò che un’auto può fare e ciò che le è permesso di fare.
Anche se l’Ariya ha dimostrato la capacità di spostarsi in ambienti urbani complessi senza intervento (un segno distintivo dell’autonomia di Livello 4 (automazione elevata), rimane classificato come Livello 2 (automazione parziale).
Questa distinzione non è tecnica, ma normativa. Anche se la tecnologia è “migliore di quella umana”, la società e i legislatori non sono ancora pronti ad attribuire la piena responsabilità alle macchine. Ciò crea un collo di bottiglia per il settore; come visto con i precedenti tentativi di Audi di guidare in autostrada di livello 3, anche quando un produttore si assume la responsabilità, ottenere l’approvazione dei sistemi per l’uso di massa è un enorme ostacolo.
La strada da percorrere: sfide all’adozione di massa
Nissan prevede di portare questa tecnologia sui veicoli dei clienti, a partire dal monovolume giapponese Elgrand nel 2027. Tuttavia, rimangono diversi ostacoli prima che la guida autonoma diventi una caratteristica standard nel tuo vialetto:
- Localizzazione: Durante i test, l’IA ha inizialmente avuto difficoltà con la segnaletica stradale giapponese perché la sua formazione di base si basava in gran parte sulle strade di Londra.
- Packaging hardware: gli ingegneri stanno ancora determinando come integrare queste pesanti suite di sensori (LiDAR, fotocamere, ecc.) in un design elegante e di facile utilizzo.
- Convenienza: il costo dei sensori di fascia alta e dei “veicoli software-defined” necessari per elaborarli deve diminuire in modo significativo per raggiungere il mercato di massa.
- Responsabilità: il quadro giuridico relativo a chi è responsabile in caso di incidente rimane irrisolto.
Conclusione: Pro Pilot 3.0 di Nissan dimostra che l’intelligenza artificiale può eguagliare, e forse superare, la competenza di guida umana in contesti urbani complessi. Tuttavia, il passaggio da un prototipo high-tech a una realtà di consumo dipenderà meno dal “cervello” dell’auto e più dalla volontà delle autorità di regolamentazione di ridefinire le regole della strada.
