Il futuro del marchio cinese di veicoli elettrici (EV) Xpeng in Australia è in serio dubbio dopo che il suo distributore ufficiale, TrueEV, è entrato in amministrazione controllata il 19 marzo 2026. I documenti del tribunale confermano che gli amministratori esterni, Daniel Juratowitch e Barry Wight di Cor Cordis, ora controllano 197 veicoli nelle principali città australiane. Questo crollo solleva preoccupazioni immediate per gli attuali proprietari di Xpeng in merito al supporto in garanzia, alla disponibilità delle parti e alle richieste finanziarie in sospeso.
La radice della crisi: finanziamenti e battaglie legali
L’amministrazione risulta legata ad un mutuo irrisolto garantito dal parco autoveicoli. È probabile che un finanziatore abbia attivato la nomina di amministratori dopo che i termini del prestito non sono stati rispettati. Allo stesso tempo, TrueEV ha avviato un’azione legale contro la stessa Xpeng, nominando Guangzhou Xiaopeng Motors Trading Co Limited, Shenzhen Xiaopeng Motors Supply Chain Management Co Ltd e Xpeng Motors Australia Pty Limited come rispondenti. Sebbene la natura esatta della controversia rimanga sconosciuta nei documenti del tribunale pubblico, i tempi suggeriscono un deterioramento del rapporto tra le due società.
Questo modello rispecchia le recenti mosse di altri produttori di veicoli elettrici, in particolare BYD, che hanno scelto di portare la distribuzione internamente. La situazione con Xpeng solleva la questione se Xpeng abbia cercato un controllo simile sulle sue operazioni australiane, innescando l’attuale conflitto.
Fallout dei clienti: consegne ritardate, sconti non pagati
La crisi ha un impatto diretto sui clienti. I membri dei gruppi di proprietari online di Xpeng segnalano ritardi significativi nel ricevere gli incentivi di cashback promessi, e alcuni non ricevono risposta da TrueEV per mesi. L’azienda aveva pubblicizzato il 2026 come un anno di espansione, promettendo il lancio di diversi nuovi modelli – G6, G9L e X9 aggiornati – ma non è riuscita ad annunciare prezzi o specifiche a fine marzo.
Il CEO di TrueEV, Jason Clarke, aveva già riconosciuto “dolori di crescita” legati alla disponibilità di scorte e ricambi, ma la situazione attuale supera le tipiche sfide delle startup. La mancanza di trasparenza e le controversie legali in corso creano un ambiente instabile per gli acquirenti australiani.
Un’impronta fragile: trasparenza limitata e piani di crescita
TrueEV ha iniziato a importare veicoli Xpeng nel maggio 2024, con consegne a partire dall’agosto 2024. La società gestiva 18 punti vendita alla fine del 2025, con l’ambizione di espandersi fino ad almeno 25 entro la fine del 2026. Tuttavia, TrueEV non ha riportato i dati di vendita a organismi industriali come la Camera federale delle industrie automobilistiche (FCAI) o l’Electric Vehicle Council, oscurando ulteriormente le prestazioni del marchio nel mercato australiano. Nonostante ciò, TrueEV ha affermato di aver consegnato oltre 2.000 veicoli Xpeng dal lancio.
Il crollo di TrueEV getta nell’incertezza il futuro di Xpeng in Australia, lasciando i proprietari bloccati e sollevando seri dubbi sulla fattibilità della presenza a lungo termine del marchio nella regione.
L’amministrazione di TrueEV rappresenta un fallimento critico per l’espansione australiana di Xpeng, lasciando molti clienti nel limbo e mettendo in dubbio l’impegno dell’azienda nel mercato.






















