Per anni, l’industria automobilistica ha inseguito il sogno di trasformare le automobili in smartphone mobili, dominati da touchscreen e interfacce digitali. Eppure, il primo modello completamente elettrico della Ferrari, progettato con il contributo dell’ex capo progettista di Apple, Sir Jony Ive, sta prendendo una strada sorprendentemente diversa: un ritorno ai pulsanti fisici e un’estetica volutamente minimalista.
L’allontanamento dallo schermo
La mossa ha acceso il dibattito. I critici si chiedono se un abitacolo ispirato a un iPhone da £ 1.200 sia adatto per un’auto dal prezzo di oltre £ 500.000. Ma il design non è retrò; si ispira alla storia della Ferrari abbracciando la semplicità tipica di Apple. L’interno presenta linee pulite, forme quasi da cartone animato e materiali che appaiono semplici nelle foto ma rivelano finiture di fascia alta – vetro lucido e metallo anodizzato – dal vivo.
Non si tratta di rifiutare la tecnologia; si tratta di dare priorità all’esperienza dell’utente. La Ferrari riconosce che i conducenti desiderano raffinatezza, non solo un touchscreen più grande. L’interfaccia di Luce unirà display ad alta risoluzione con controlli fisici tattili che ricordano i classici quadri meccanici.
Perché è importante
Questo approccio è significativo perché sfida la tendenza prevalente delle dashboard completamente digitali. Riconosce che pulsanti e quadranti offrono un’esperienza di guida più intuitiva, reattiva e, in definitiva, più sicura. I touchscreen richiedono attenzione, mentre i controlli fisici possono essere azionati al tatto, riducendo la distrazione.
Il mondo automobilistico è ossessionato dalla replica della semplicità simile a quella degli smartphone, ma la scommessa della Ferrari suggerisce che il vero lusso non consiste nell’eliminare i controlli. Si tratta di curarli. Il successo di questo progetto dipenderà dal fatto che l’esecuzione finale sia all’altezza delle aspettative e se si integri con l’esterno dell’auto.
La Ferrari scommette che un interno raffinato e tattile sarà in risonanza con gli acquirenti che richiedono sia prestazioni che lusso. Resta da vedere se ciò darà i suoi frutti, ma la mossa è una dichiarazione coraggiosa contro l’incessante ricerca del dominio digitale da parte del settore.






















